C i sono modi di produrre energia che andrebbero abbandonati. Come il carbone,ampiamente sfruttato dalla centrale Tirreno Power di Vado Ligure, che recentemente ha ricevuto l’autorizzazione integrata ambientale per aggiungere un nuovo pezzo ai due gruppi a carbone già funzionanti.

Nonostante l’azienda rassicuri sulla sicurezza delle nuove tecnologie e prometta l’ammodernamento dell’ampianto, la salute dei cittadini, fuori dalla centrale, è a rischio. Secondo un rapporto dell’Ordine dei medici pubblicato l’anno scorso, a Vado e dintorni “diversi tumori e patologie vascolari aumentano drammaticamente rispetto alla media nazionale”.

La Giunta regionale ha scelto di non opporsi all’ampliamento della centrale. Oggi però ha istituito l’Osservatorio salute e ambiente per controllare l’attività di Tirreno Power. L’Osservatorio controllerà i livelli degli inquinanti e porterà avanti indagini epidemiologiche sul territorio.

La notizia è positiva nel senso in cui dovrebbe garantire maggiore trasparenza e informazione per i cittadini. Ma non potrà essere sufficiente a giustificare altri investimenti in una tecnologia vecchia e inquinante come il carbone.

Pubblicato il 19/10/12