Le ultime dichiarazioni di Marco Melgrati, capogruppo del Pdl in Consiglio regionale, reclamano una risposta e alcune precisazioni su temi importanti come l’organizzazione alberghiera e turistica e la sanità della Liguria. Ecco la posizione mia, di Alessandro Benzi (Fds) e Matteo Rossi (Sel).

Che Melgrati sia un amico del mattone è un fatto acclarato, basti pensare agli interventi fatti quando era sindaco di Alassio.

Noi invece siamo contrari a deregolamentare ulteriormente la legge sulle strutture turistiche ricettive, che rischierebbe di avviare una nuova stagione di speculazione edilizia e favorire invece la chiusura degli alberghi: la Regione Liguria ha perso molti posti letto negli ultimi anni e con le nuove proposte si rischia di perderne molti altri dal momento che si incentivano i cambiamenti di destinazione d’uso e gli svincoli delle strutture si seguono solo gli interessi dei proprietari degli immobili e non già quelli degli albergatori, che invece noi vogliamo tutelare.

Inutile sottolineare che questa nostra posizione non è “merce” da scambiare con la riorganizzazione sanitaria. I tagli dolorosi che le regioni si apprestano ad effettuare sono la diretta conseguenza delle politiche di macelleria sociale che il Governo Monti, sostenuto anche dal partito di Melgrati, sta attuando.
La Regione Liguria era chiamata ad un difficile lavoro di riorganizzazione dell’area assistenziale ospedaliera, ma se pure sono chiare le difficoltà con cui deve confrontarsi la giunta regionale, abbiamo dichiarato di non essere più disponibili ad avvallare scelte miopi invece che assumere opzioni di prospettiva in grado di razionalizzare davvero il modo di funzionare di ospedali, ambulatori, assistenza domiciliare, e mettere a sistema il ruolo dei medici di medicina generale.

Il risultato di questa riorganizzazione sarà una significativa riduzione dei servizi sanitari, ospedalieri e territoriali, per la popolazione, soprattutto per le fasce sociali più deboli; tagliare quel che c’è senza riorganizzarlo porta ad un risultato sicuro, ci saranno meno risposte ai bisogni di salute, chi ha più bisogno avrà meno, soprattutto chi non ha voce e chi non ha strumenti per farsi valere come le persone anziane; è necessario spostare una parte consistente degli interventi meno complessi dagli ospedali a strutture decentrate più leggere e meno costose, “ospedali di distretto” (così vanno trasformati i piccoli ospedali e non semplicemente ridimensionati ancora, togliendo quel che c’è e non dando nient’altro in cambio), estendere l’attività dei medici di famiglia anche nei week end anche per garantire un’efficiente continuità assistenziale, trasferire attività improprie svolte negli ospedali sui servizi territoriali e domiciliari.
Abbiamo criticato come, ancora una volta, il Ponente genovese, ed in particolare la Valpolcevera e la valle Scrivia, che in questi anni hanno pagato un prezzo altissimo con la progressiva chiusura di tutti gli ospedali ad eccezione del Gallino di Pontedecimo, vengono pesantemente penalizzati dal riordino ospedaliero.

Per questo abbiamo affermato in Consiglio Regionale che, se non ci saranno cambi significativi, non voteremo il Piano approvato in Giunta.

Questo anche coerentemente con la nostra opposizione al Governo Monti. Melgrati, invece, attua “giochetti da prima repubblica” visto che sostiene Monti a Roma e lo critica a Genova.
Difesa del territorio e tutela della sanità pubblica sono tra le nostre priorità. Quale sono quelle di Melgrati e del Pdl?

Pubblicato il 30/10/12