C arissime compagne e compagni,
dopo un tormentato periodo di riflessione ho deciso di sottoscrivere e sostenere l’appello proposto dal movimento per il partito del lavoro di Patta e Salvi. Non so se è la scelta giusta quella che ho fatto, ma sinceramente non riesco a rassegnarmi all’idea di attendere passivamente l’eutanasia di Rifondazione Comunista per mano di un gruppo dirigente che continua, giorno dopo giorno, a disorientare i compagni e le compagne con proposte impraticabili.

Ad agosto, alla festa di Savona, l’accordo con Orlando e Idv sembrava cosa fatta. Poi l’evoluzione nel modello siciliano e l’accordo con Sel. Un fallimento da tutti i punti di vista, elettorale e politico: era evidente sin da subito che, sul piano nazionale, quel modello in alternativa al Pd non sarebbe stato praticabile.
A seguire la rottura dei giorni scorsi con le altre componenti della Federazione della Sinistra, per il nostro settarismo, per la nostra indisponibilità a dialogare nazionalmente con il Pd. Anche qui, però, nella totale ambiguità perché alle prossime elezioni regionali (Lombardia e Lazio) parteciperemo (con Pdci, Patta e Salvi) come Federazione della Sinistra, in coalizione con il centrosinistra e il Pd. Oggi l’infatuazione si è spostata su De Magistris (che mira a fare ben altre cose che andare alle politiche assieme al Prc) e su quella che sarà di fatto la lista di Vittorio Agnoletto. Rimane sullo sfondo l’accordo con Ferrando, Turigliatto e Rizzo.
Penso che in questa situazione l’accordo con il centrosinistra, se vince Bersani alle primarie, rappresenti l’unica via d’uscita per Rifondazione Comunista, per cercare di rompere con le politiche di destra del governo Monti e ottenere al tempo stesso una rappresentanza parlamentare, indispensabile per sopravvivere e rilanciare un partito credibile dopo le elezioni politiche.

Sono stato tra i primi ad iscrivermi a Rifondazione Comunista in Liguria, ne sono stato segretario regionale e dirigente nazionale. Sono legato affettivamente a questo partito, alle tante compagne e compagni che fanno ancora politica sui territori. Faccio questa scelta perché non riesco a rassegnarmi a questa inesorabile agonia politica che dura oramai da troppo tempo. Continuerò a essere un iscritto di Rifondazione, a fare i versamenti al partito, a partecipare alle iniziative politiche. Non sono interessato a percorsi individuali, dentro o al di fuori del partito, la mia storia politica coincide con Rifondazione Comunista e, probabilmente, finirà con l’esaurirsi di Rifondazione. È solo una scelta politica che faccio, nella speranza che possa essere utile alla sopravvivenza e alla ricostruzione di Rifondazione Comunista.

Un abbraccio fraterno.

Giacomo Conti

Pubblicato il 09/11/12