L a Cgil scende in campo per dire no alla legge che cancella, per i soli primari, l’esclusività del rapporto con la sanità pubblica, consentendo agli stessi di esercitare l’attività privata liberamente (oggi è loro consentita quella in intramoenia). Se ne parlerà martedì in consiglio regionale, dove anche all’interno della maggioranza i pareri non sono unanimi.
A prendere posizione, come detto, anche la Cgil, che dice “no al corporativismo sulla salute dei cittadini” e definisce l’eventuale liberalizzazione “un atto illegittimo” che penalizza il servizio sanitario regionale pubblico senza portare vantaggi.
Anche le motivazioni appaiono strumentali e non convincono il sindacato secondo cui la “fuga” dei pazienti liguri e la “attrazione” qui di quelli extra regione, possono tranquillamente verificarsi anche con l’attività in intramoenia dei dirigenti medici.


Pubblicato il 23/1/2015

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