“Tutti i lavoratori dell’Ilva devono entrare nella nuova società. Non ci deve essere alcun ridimensionamento della capacità produttiva o delle quote di mercato. E qui a Genova serve un investimento sulla banda stagnata”. Maurizio Landini, segretario nazionale Fiom, ha esordito così stamane all’assemblea dei lavoratori Ilva. Quanto a Finmeccanica, il leader sindacale ha definito “un errore” la cessione del ramo trasporti.
Nel suo intervento Landini ha anche attaccato il Jobs Act, ricordando che “o le leggi o le cambia il Parlamento o le possono cambiare i cittadini abrogandole” annunciando poi che il sindacato è pronto a percorrere la strada dei referendum abrogativi per le leggi sul lavoro: “Metteremo a punto una proposta d’iniziativa popolare per estendere lo statuto dei lavoratori; stiamo ragionando anche sui refedendum abrogativi. Questo governo non è stato eletto dal popolo e nessuno ha mai dato a Renzi il mandato per cambiare l’articolo 18″ aggiungendo poio di essersi “rotto di questo modo un po’ furbesco di Renzi non voler fare i conti con quello che dice il sindacato: è un tentativo di denigrare e strumentalizzare quello che stiamo dicendo per non confrontarsi. Renzi deve farsene una ragione e sapere che siccome abbiamo un consenso e una rappresentanza vogliamo avere la stessa dignità che hanno le imprese”.
Quanto alla crescita di cui si parla, Landini frena: “Ricordiamo da dove partiamo, siamo onesti” avverte ricordando che dal 2008 si è perso oltre un milione di posti di lavoro, sono aumentate le ore di cassa integrazione e abbiamo 4 milioni di disoccupati e 4 milioni di persone che non cercano neanche più un lavoro.


Pubblicato il 6/3/2015