I n barba a tutti i proclami renziani, i dati sulla disoccupazione nella nostra Regione sono drammatici. In un anno si sono persi infatti 4.000 posti di lavoro, mentre i disoccupati ufficiali sono passati dai 66 mila del 2013 ai 73 mila del 2014.
Né va meglio per quanto riguarda la disoccupazione giovanile che in Liguria nel 2014 è cresciuta di ben il 3,8%, dato che porta la nostra regione ad avere un tasso di disoccupazione giovanile del 45%, che è superiore di quasi 3 punti rispetto alla media nazionale (42,7 per cento).
Il 48,6% dei giovani in provincia di Genova non lavora (+9,1% rispetto al 2013), il 43,8% a Imperia (+3,2%), il 40,6% a Savona e il 39,5% a La Spezia. I giovani ‘Neet’, acronimo inglese che indica chi non studia o lavora, tra i 18 e i 29 anni, sono il 26% del totale.
Questi dati sono il risultato delle politiche di distruzione sistematica e di svendita del patrimonio industriale ligure, ultimo il caso Ansaldo, e delle scelte che hanno privilegiato grandi opere e cementificazione che oltre a distruggere il territorio non servono nemmeno a creare posti di lavoro.
C’è bisogno di ben altri indirizzi, che difendano e rilancino le nostre industrie e diano le gambe ad un Piano regionale per il Lavoro che batta ogni speculazione e sia centrato sulla difesa e la riqualificazione del territorio.

Pubblicato il 13/3/2015