La rete ciclabile di Sestri Levante alterna tratti sicuri, separati dalla viabilità carrabile, a tanti tratti pericolosi, delimitati solo da una striscia tracciata sull’asfalto. Percorsi sottratti ai pedoni o ai parcheggi delle autovetture, in un continuo susseguirsi di brusche interruzioni e di ostacoli. In questi anni sono state impegnate enormi quantità di risorse pubbliche: fondi comunali, comunitari, statali, regionali, provinciali. Nonostante ciò il beneficio per la collettività è assai modesto vista anche la scarsa presenza dei ciclisti sulle piste di Sestri. Tanti tratti, spesso inutilizzabili, a volte tracciati su marciapiedi, che muoiono improvvisamente sul bordo della strada, realizzati forse per far numero e statistiche. Eppure in una città turistica e dal traffico veicolare caotico come Sestri Levante, una viabilità ciclabile sicura dovrebbe essere una priorità. Il collegamento con la frazione di Santa Vittoria, ad esempio, è stato finanziato un decennio fa con quasi un milione di euro. Dei tre tratti di pista, uno è stretto e delimitato da una linea sull’asfalto; un altro improvvisamente muore su una strada trafficata in prossimità di una curva pericolosa e con scarsa visibilità. Considerazioni simili possono essere fatte per altri collegamenti, finanziati sempre con svariati milioni di euro. E i recenti interventi non si discostano da quelli fatti nel decennio scorso.

Oggi è in corso il progetto “Sviluppo del bike sharing e delle risorse rinnovabili” che, nonostante il nome altisonante, la sperimentazione già effettuata in altri comuni liguri ha avuto scarso risultato rispetto alle risorse pubbliche utilizzate. Il costo totale del progetto è di 390.448 euro, di cui 254.505 stanziati dal ministero dell’Ambiente. Sul totale, 165 mila sono destinati alla progettazione di nuove piste, che al momento sono due tratti già realizzati nella zona semi periferica di via Nazionale: il primo, un tratto di centocinquanta metri su area pedonale, scende verso un semaforo occupando un marciapiede; il secondo, un tratto di cento metri di lunghezza, ha occupato lo spazio di una fila di posti auto.

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