Maggio 2026

Politica, Sociale, Uncategorized, urbanistica

Le città da ripensare per il clima che cambia

Le città europee sono state progettate per un clima che non esiste più. Per decenni urbanisti, amministratori e costruttori hanno immaginato strade, piazze e quartieri sulla base di temperature, precipitazioni e stagioni che oggi appartengono al passato. Nel frattempo il cambiamento climatico ha accelerato: ondate di calore più frequenti e intense, piogge concentrate in poche […]

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Uncategorized

La politica senza memoria

C’è un tratto nuovo nella politica contemporanea: la perdita del tempo. Non del tempo per decidere, ma del tempo come responsabilità. Nel passato le parole lasciavano tracce, le scelte costruivano biografie, la memoria collettiva costringeva a rispondere di ciò che si era stati. Oggi no. Oggi domina un presente senza profondità, dove ciò che conta

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Blog, Lavoro, Politica

Una città non è un resort

In un articolo pubblicato suI Secolo XIX di domenica 17 maggio 2026, lo scrittore Maurizio Maggiani ha il merito raro di rompere una narrazione diventata quasi obbligatoria: quella secondo cui il turismo sarebbe, comunque e sempre, sinonimo di sviluppo, ricchezza e progresso.
Non è poco. Perché oggi, soprattutto in Liguria, mettere in discussione il modello del turismo di massa sembra quasi un’eresia.

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Blog, Lavoro, Politica, Sociale

Chi ascolta i residenti?

C’è una frase, nelle dichiarazioni degli architetti che hanno progettato la nuova passeggiata di Riva Levante, che merita attenzione. Non per polemizzare, ma perché contiene una visione precisa della città. Dice Paolo Brescia di OBR: “Ascoltando il luogo, ti accorgi che c’è già tutto: il mare, il paesaggio, il borgo storico. A Riva non c’era niente da inventare”. È una frase elegante, persino affascinante.

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Cultura, Libri, Politica

Umberto Eco e il presente digitale

Nel 1964 Apocalittici e integrati di Umberto Eco entrò nel dibattito culturale italiano come un libro destinato a rompere schemi consolidati. In anni nei quali la cultura “alta” guardava con sospetto la televisione, i fumetti, la musica leggera e la nascente società dei consumi, Eco compì un’operazione allora quasi scandalosa: prendere sul serio la cultura di massa.

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